L’Africa è trendy, 24 brand africani al Who’s Next? a Parigi

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L’Africa è trendy, oggi più che mai. Le ‘African vibrations’ ci incantano a ogni nuova stagione e una nuova generazione di talenti in arrivo dal Ghana, dal Sudafrica o dalla Nigeria sta emergendo sulla scena fashion, lentamente ma con determinazione. E l’Africa è il tema prescelto dalla fiera della moda Who’s next? per il prossimo evento che si terrà a Parigi dal 7 al 10 settembre 2018. “Questa è la nuova ‘air du temps’, vediamo che c’è una vera passione per la moda e per il décor ‘etnici’. Ma credo che non abbiamo celebrato a sufficienza la nuove generazione di talenti di origine africana che sono veri esperti nel mescolare le diverse culture.

Questa è l’Africa, di alto livello e dallo spirito avant-garde che i buyer di Fame stanno cercando’ afferma Sophie Guyot, Associate Director of FAME, says. Fame, il corner dedicato ai brandi alta gamma nell’ambito di Who’s next? ha chiesto a LAGO54 di allestire lo spazio per l’evento. Creato un anno fa dalla giornalista francese indipendente Emmanuelle Courreges, LAGO54 è piccolo e-commerce e agenzia al tempo stesso, che si dedica esclusivamente ai brand africani e alla loro promozione.

LAGO54, per questo evento, presenterà 24 brand da 10 Paesi africani, fra i migliori di tutto il continente. Moda, gioielli, borse, ma anche décor, design, beauty, oggetti tradizionali con un tocco innovativo come ceste, candele, cuscini, riviste… Si parla in questo caso dell’Africa occidentale dove ha vissuto per 20 anni. In tutti i suoi viaggi e per i reportage sul campo ha incontrato personalmente gli stilisti che presenta.

“Quando si parla di moda africana molte persona pensano ancora che si tratti solo di tessuti wax e colori vivaci” dice Sophie Guyot. “L’Africa è soprattutto associata a un know-how incredibile e unico e questo è ciò che volevo mettere in luce con la collaborazione con LAGO54″. Perché? Perché gran parte dei designer con cui LAGO54 lavora sono radicati nella tradizione africana ma con un twist interessante e trendy. Meena e Iamisigo (Nigeria), Loza Maléombho (Costa d’Avorio), AAKS e Studio 189 (che si è appena aggiudicato il CFDA X Lexus Fashion Initiative a New York) dal Ghana, Pichulik (vivaci gioielli dal Sudafrica), Rokus London (Costa d’Avorio), Imane Ayissi (Camerun) e le scarpe di Ifele, che si ispirando ai sandali tradizionali Zulù: sono tutte griffe che si ispirano alla tradizione, a volte in modo appena accennato. E sono tutti brand già famosi: dei gioielli di Rokus London si è parlato in tutte le riviste francesi quest’anno, gli abiti di Loza Maléombho sono stati indossati da Solange e Beyoncé, quelli di Iamisigo da Naomi Campbell, e di Imane Ayissi si è parlato su Elle lo scorso luglio per le sfilate haute couture.

Le ceramiche di Fatyly Ceramics dal Senegal, i cuscini di Eva Sonaïke, gli straordinari tessuti senegalesi delle talentuosa Johanna Bramble o le sedie in legno realizzate a Kinshasa, Congo, da Ebene Sand (la ” versione africana ” della DSW degli Eames), e molti altri. “Per molto tempo i designer africani sono stati messi da parte” dice Emmanuelle. “Voglio dimostrare che possono avere un ruolo di spicco con prodotti di altissima qualità e uno stile molto moderno, e anche che è importante celebrare e acquistare le loro creazioni. Qualcosa sta cambiando. E per sostenere il cambiamento era importante avere un impatto forte presentando molti brand da varie nazioni, non solo 4 o 6. Spero che questo evento cambierà il modo di pensare e che i designer verranno presi in maggior considerazione dai buyer”.

 

Fonte: Vogue

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