Bocconi ospita 20 giovani startupper africani

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L’Africa e la Bocconi non sono mai state tanto vicine.

Merito di un programma che ha portato per la prima volta a Milano venti aspiranti imprenditori del continente nero, tra cui sette donne, per una settimana di corsi intensivi i cui costi sono stati totalmente coperti dall’ateneo.

I venti startupper, provenienti da Camerun, Uganda, Ghana, Kenya, Nigeria, Senegal e Sudafrica, sono stati selezionati tra i 5.000 imprenditori africani già beneficiari del “progetto Adansonia”: un network di formazione e ricerca a distanza che, per sei settimane ha fornito gli strumenti per avviare iniziative imprenditoriali in loco.

I settori riguardano l’agricoltura, la logistica, la telesanità e l’immobiliare ma anche i media, la mobilità elettrica e le app geolocalizzate.

Tra le imprenditrici presenti, la giovane nigeriana Omolara Adelusi sta creando un resort per viaggi di business e piacere nella capitale Lagos, mentre la sudafricana Melody Kweba punta su allevamenti di bovini con metodi innovativi, o ancora, l’ugandese Sandra Bushuyu ha deciso di coltivare un fungo dall’elevato potenziale commerciale: per realizzare il sogno ha fondato un’azienda di proprietà e gestita interamente da donne – caso unico nel Paese.

Insieme agli altri colleghi maschi sono state selezionate da una commissione che le ha invitate per questa settimana di perfezionamento professionale in Bocconi, ma non è finita qui: dal 6 all’8 marzo, sempre presso l’ateneo milanese, tutti i venti imprenditori saranno al “Bocconi & Africa 2018.

Forum on Entrepreneurship”, una tre giorni sull’Africa che culminerà in un incontro con venture capital e business angels interessati a investire nel continente africano.

Non solo guerre e povertà, quindi, c’è anche un’Africa che continua a sognare un avvenire migliore, spiega Giuseppe Soda, decano del progetto “SDA Bocconi for Growth”, nato nel 2012 per offrire gratuitamente formazione e aiuto a imprese e organizzazioni in difficoltà: “Negli scorsi anni a beneficiare dell’iniziativa sono stati, tra gli altri, imprese colpite dal terremoto e volontari di piccole organizzazioni non profit, ma ora facciamo un salto: l’Africa è il continente del futuro e lo sviluppo di una generazione di imprenditori locali è una condizione fondamentale per la crescita”.

 

 

FONTE: La Stampa

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