L’ambasciatore tunisino incontra gli imprenditori ferraresi: “L’Africa è il futuro”

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In un mondo globalizzato guardare oltreconfine non è più solo un’opzione ma una vera e propria necessità: così per l’Italia, come per tutti gli altri Paesi. In questo senso l’ambasciatore tunisino in Italia, Moez Sinaoui, ha incontrato giovedì pomeriggio alla Camera di Commercio gli imprenditori ferraresi. Un momento importante, di confronto e di scambio di opinioni, che è parsa quasi una chiacchierata informale, alla quale hanno partecipato anche il sindaco Tiziano Tagliani e il presidente della Cciaa Paolo Govoni.

Perché se da sempre i due Paesi hanno avuto dei rapporti – “Cartagine era il granaio dell’Impero romano” sottolinea l’ambasciatore tunisino – è bene confrontarsi anche in una provincia, quella di Ferrara, che ha nelle esportazioni verso la Tunisia l’1% del totale fatturato all’estero dalle imprese locali. In Emilia-Romagna sono 4152 i tunisini con cariche in imprese, che in terra estense diventano 161 su 3182 extracomunitari, attivi soprattutto nelle aziende nel settore delle costruzioni e nel commercio.

In una logica di interscambio Moez Sinaoui ha risposto alle richieste degli imprenditori locali – presenti tutti i settori, da quello ortofrutticolo fino a quello sanitario con Quisisana -, a partire dalla possibilità di insediamento delle aziende in Tunisia, affermando che da Tunisi “l’80% dell’export parte verso l’Europa. Abbiamo una giustizia indipendente, diversa dagli altri paesi a sud del Mediterraneo, e quindi le autorità saranno sempre accanto agli imprenditori stranieri, avere un piede in Tunisia è come averlo in Puglia”.

Il continente nero, secondo Sinaoui, rappresenta il futuro: “Non c’è niente, c’è da fare tutto. Dove si fanno i soldi domani è l’Africa”. A coloro che chiedono se la Tunisia, in un’ottica di interscambio, ha i requisiti fitosanitari adatti e se non debba crescere come innovazione tecnologica Sinaoui risponde così. “Siamo coscienti che ci manca – ammette l’ambasciatore -, per questo cerchiamo sempre delle sinergie e guardiamo l’Europa.

E così loro guardano noi. Siamo quasi uno stato membro dell’Ue, perché quasi ogni nostro prodotto va in Europa. Siamo fra i 5 paesi con l’olio d’oliva migliore, questo perché in Tunisia ci sono 120mila italiani che erano poveri siciliani arrivati per fare vino, olio, pomodori: il primo consumatore di pasta al mondo è l’Italia, il secondo siamo noi. Abbiamo una cultura molto simile, in Tunisia il know-how è italiano e la qualità sanitaria è europea”.

“Ci fa paura l’India o la Cina, ma non l’Italia, per vicinanza storica e culturale” conclude Sinaoui. Lo scambio di opinioni è stato giudicato molto positivo, e lo stesso ambasciatore si è detto disposto a ritornare a Ferrara per incontrare nuovamente gli imprenditori tramite l’organizzazione di un seminario.

L’ambasciatore tunisino, prima dell’incontro con gli imprenditori, è stato ricevuto in municipio dal sindaco Tagliani, con il quale ha parlato di diversi temi e aspetti della vita culturale, politica e sociale delle rispettive città e nazioni di origine.

La visita istituzionale è proseguita in prefettura dove il prefetto Michele Campanaro ha accolto Moez Sinaoui, accompagnato dal console onorario Davide Cappeddu. All’incontro erano presenti anche il primo cittadino, il questore e i comandanti provinciali di carabinieri e guardia di finanza.

Nel corso del cordiale colloquio, sono stati esaminati gli aspetti di preminente interesse che legano i due Paesi in sede locale, approfondendo le tematiche di maggiore rilievo e sottolineando i positivi rapporti e la consolidata amicizia che uniscono Italia e Tunisia.

I due popoli – hanno ricordato il prefetto Campanaro e l’ambasciatore Sinaoui – sono uniti da profondi e consolidati legami politici, culturali, economici, le cui radici affondano nella prossimità geografica, nella convergenza di interessi nell’area mediterranea e nelle numerose opportunità di contatto e di scambio tra le rispettive comunità nazionali.

Durante l’incontro, il diplomatico tunisino ha mostrato ampio apprezzamento per il contesto territoriale ferrarese, soffermandosi sui programmi di sviluppo congiunto, nonché di sinergie da avviare e consolidare nel mondo dell’economia e della cultura.

 

 

Fonte: Estense.com

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