L’imprenditore Karounga torna in Senegal per fare business

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Dice di avere due patrie, Karounga Camara. Dopo sette anni in Italia ha deciso di rientrare nel proprio Paese di origine, il Senegal. Nonostante avesse un lavoro stabile a Milano. Nonostante, racconta, «non sia stato facile» perché «tutti i miei amici e parenti si aspettavano un rientro da vincitore. Invece non sempre è così e non sai mai se ce la farai». La sua storia è diventata un libro (L’emigrazione degli africani. Osare il ritorno) , che sarà presentato giovedì 10 maggio alle ore 12 nell Sala Argento del Lingotto Fiere al 31esimo Salone internazionale di Torino.

«Più che una biografia è una guida pratica per i migranti di ritorno», spiega lui al telefono parlando del libro. E poi racconta gli anni milanesi. «In Italia mi sono trovato bene, ero arrivato con il decreto flussi e mi sono integrato subito: all’inizio avevo l’idea di stabilizzarmi e farmi raggiungere dalla mia famiglia, mia moglie e i nostri due figli». Poi è scattato qualcosa nella testa di Karounga: «Nel 2011 è morta mia madre in Senegal. Sono stati giorni duri e non sono riuscito neanche ad andare al suo funerale. È allora che ho deciso di investire nel mio Paese e ho capito che la mia vita sarebbe stata più utile in Africa».
Prima di rientrare, però, ha lavorato per costruirsi un’alternativa che gli permettesse di sostenere la sua famiglia. L’idea di Karounga si chiama Senita Food («Sen-ita come Senegal-Italia», spiega): una piccola impresa aperta con due soci senegalesi rimasti a Milano che si occupa di semilavorati per panetterie e pasticcerie. «Per costituirla siamo stati affiancati da un’azienda milanese, la Melfel».

A supporto dell’iniziativa si è poi schierata anche l’associazione di solidarietà e cooperazione internazionale Lvia. «Fin da subito Karounga è stato molto propositivo ed è stato uno dei promotori della rete Ndaari che oggi conta più di 100 persone, tutte senegalesi, rientrate in patria dopo un’esperienza di emigrazione», racconta la rappresentante di Lvia in Senegal Silvia Lama. L’obiettivo del progetto, promosso da Lvia con il contributo dell’Agenzia italiana per la cooperazione allo sviluppo, è quello di facilitare il reinserimento socio-economico dei migranti di ritorno. «In tutto 30 progetti di impresa hanno beneficiato di un sostegno economico per il rafforzamento del loro business e la creazione di nuovi posti di lavoro», spiega la referente della cooperazione decentrata Lia Curcio.

«È questo il punto – conclude Karounga – bisogna far capire ai miei connazionali e ai giovani africani che sognano l’Europa che il nostro continente è una terra di risorse e opportunità non colte». E c’è una cosa che può diminuire i viaggi della morte attraverso il Mediterraneo: «Vedere gli altri che tornano e ce la fanno». Come lui, Karounga, il senegalese che ha osato il ritorno.

 

Fonte: La stampa

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