Marocco: Noor, il più esteso parco solare multi-tecnologico al mondo

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Anche l’Africa come il Medio Oriente punta ad abbandonare i combustibili fossili sfruttando una delle risorse naturali più abbondanti del continente: il sole. Entro la fine dell’anno il Marocco aprirà i battenti di Noor, la centrale elettrica situata alla bocca del deserto del Sahara ai piedi dei monti Atlante. Il complesso di Noor si estenderà su una superficie di 1.4 milioni di metri quadrati rendendolo il più esteso complesso del mondo in funzione. Almeno prima della costruzione del gigante dell’Arabia Saudita.

Marocco verso le rinnovabili

La costruzione di Noor (luce, in arabo) è iniziata nel 2016. L’impianto sta venendo completato in diverse fasi e dovrebbe entrare a regime completamente entro ottobre di quest’anno. Una volta completato il complesso di Noor Ouarzazate sarà il più esteso parco solare multi-tecnologico al mondo con una capacità produttiva di 580 mW e in grado di fornire energia elettrica a un milione di abitazioni.

L’impianto rappresenta un cambio di passo fondamentale per il paese nordafricano. Il Marocco sta puntando fortemente verso l’abbandono dei combustibili fossili passando da paese importatore a paese esportatore di energia. La nazione africana punta a raggiungere il 42% di energia generata grazie al sole entro il 2020 e il 52% entro il 2030. Attualmente circa il 34% dell’energia marocchina è di origine solare.

Tecnologia d’avanguardia nel deserto

Con circa 3600 ore di sole all’anno, il deserto del Marocco rappresenta uno dei luoghi più adatti al mondo per la costruzione di centrali solari. L’impianto in questione non utilizza pannelli fotovoltaici ma su basa sul principio della concentrazione solare. Sfruttando enormi specchi i raggi del sole vengono sfruttati per riscaldare un olio artificiale portandolo a temperature di diverse centinaia di gradi.

L’olio riscaldato viene utilizzato a sua volta per scaldare acqua e produrre vapore. Il vapore è quindi incanalato e utilizzato per l’azionamento di apposite turbine e la conseguente generazione di energia elettrica. Il metodo è del tutto simile a quello delle centrali convenzionali con la differenza di utilizzare il sole invece di combustibili fossili per la produzione di vapore.

Le ultime fasi in costruzione col nome di Noor 3 abbandoneranno infine anche la tecnologia dell’olio sintetico in favore di una nuova tecnologia a sali minerali fusi. Considerata più efficiente, questa tecnologia è oggi in grado di conservare più a lungo il calore generato grazie al sole e consentire così produzione di energia elettrica anche fino a tre ore dopo il tramonto. Costato complessivamente 7,6 miliardi di euro il progetto di Noor è considerato oggi uno dei gioielli per l’espansione delle energie rinnovabili sul continente africano.

 

Fonte: Innaturale

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